Quando per la pubblicità si fumava

 

I pubblicitari una volta vendevano  fumo.

Questo  quando  l’Uomo Marlboro incarnava l’ideale maschile raffigurato dal volto  di un cowboy incorniciato  dallo Stetson d’ordinanza e immancabili baffi (l’epilogo  tragico  dell’icona vivente fu  quella di morire per un tumore ai polmoni).

Il contesto è, però,  la società degli  anni ’60 ancora lontani dal regime salutista di oggi:  allora, per sedurre,  occorreva oltre che al  veleno  del tabacco  anche quello inebriante dell’alcool (come non pensare ai primi  James Bond interpretati  da Sean Connery con l’immancabile Martini & Vodka).

I pubblicitari, comunque, facevano il loro  mestiere, e lo  facevano  anche molto  bene dando ampio  sfogo alla loro creatività realizzando manifesti che, in alcuni  casi, sono autentici  capolavori  dell’arte grafica.

Jim Heimann antropologo culturale e storico  dell’arte grafica, Allison Silver  scrittrice  e Steven Heller autore di 120 libri  dedicati alla graphic design, si  sono riunti per dare vita al  libro 20th century. Alcohol & tobacco (Taschen, pp 570, euro 30) con un’ampia raccolta dei  manifesti più famosi  del  XX secolo.

Consumare con moderazione. Come vendere i più piacevoli vizi  o virtù: alcol e tabacco diventano, nelle mani dei pubblicitari, una vera festa per gli occhi. Questa lussuosa raccolta di annunci pubblicitari mostra come la rappresentazione di questi prodotti possa spaziare dall’eleganza all’anticonformismo, rivelando il modo in cui le industrie hanno invogliato i loro clienti a bere e a fumare durante tutto il XX secolo. Le tendenze di ogni momento in materia di alcol e fumo sono immortalate con esuberanza, pagina dopo pagina, attraverso le immagini di brand profondamente radicati nella cultura popolare americana: praticamente chiunque saprebbe riconoscere marchi iconici come Marlboro Man o Spuds MacKenzie, divenuti ormai così familiari da poter apparire nelle pubblicità anche senza l’immagine del prodotto. Altri pubblicitari hanno ideato astuti approcci subliminali per vendere i loro articoli, come conferma lo strepitoso successo della campagna Absolut. Persino alcuni medici contribuirono a una perversa propaganda, dichiarando che il fumo calma i nervi e dà sollievo alla gola, o lodando il liquore come magico elisir capace di donare popolarità. Sia che godiate nel crogiolarvi in simili piaceri proibiti, o che preferiate assaporarli solo con gli occhi, non potrete resistere all’eccitante esplorazione di questo vivace – e a volte controverso capitolo della storia della pubblicità.   

 

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