Un francobollo per i cento anni dalla nascita di JFK

 

Nel 1960 a Seattle, durante la sua campagna elettorale, John F. Kennedy venne fotografato da Ted Spiegel  che lavorava per il National Geographic: il ritratto   che  uscì da quell’incontro  tra il futuro presidente americano  ed il fotografo servì come foto  ufficiale di JFK durante il suo  mandato  alla Casa Bianca.

Oggi, quella stessa immagine, è riprodotta in un francobollo commemorativo per i  cento  anni  dalla nascita di John F. Kennedy.

L’illusione ottica nelle opere di Edgard Müller

Edgard Müller 

 

Se alla guida della nostra auto improvvisamente l’asfalto  si  apre in un canyon abbiamo due possibilità: la prima è che ci troviamo  (disgraziatamente) in una strada la cui  manutenzione non viene fatta da anni, la seconda ipotesi (preferibile sotto ogni  aspetto) è che stiamo  camminando  su di un’opera realizzata dallo  street artist specializzato in illusioni  anamorfiche : Edgard Müller.

L’artista tedesco  ha iniziato   a sedici  anni  (oggi ne ha quasi  cinquanta)  a dedicarsi  alla sua arte come autodidatta, , affermandosi  con il tempo e ricevendo  numerose  attestazione tra le quali  il titolo  di  maestro pittore da strada.

Per conoscere meglio  l’artista e il suo lavoro, vi  rimandiamo  al suo  sito Metanamorph 

 

” L’Origine del Mondo”: nudi d’antan alla Triennale di Milano

 

 

Anonimo, Stati Uniti 1950

 

La Triennale di  Milano ospiterà fino  al prossimo 17 dicembre la mostra L‘Origine del mondo che, già dal  riferimento al nome del celebre quadro  di Gustave Courbet, fornisce un valido indizio  sul tema dell’esposizione.

Infatti si  tratta di  200 fotografie trouvée  parte della collezione Alidem  dedicate all’erotismo tra il 1880 e gli  anni ’60 del  secolo  scorso.

Si  tratta di donne non certo  famose, sarte, lavandaie, operaie, attratte dalla possibilità  di  guadagnare qualche soldo.

Ma vi  sono anche donne semplicemente attratte da un nuovo  gioco  erotico,  da fare in privato,  con  il proprio  uomo.

Le stesse immagini, con il tempo, diventeranno oggetto  di una particolare forma di collezionismo e propedeutiche allo  studio  del  corpo  femminile di  fotografi famosi  quali, ad esempio, Helmut Newton.

L’ingresso  alla mostra è gratuito.

Orari: dal  martedì  alla domenica 10.30 – 20.30 

Il Blu di Napoli

 

La facciata del centro sociale Je so’pazzo con l’intervento dello street artist Blu

Je so’ pazzo:  non lasciamoci  ingannare dalla celeberrima canzone di  Pino Daniele, ma il nome è stato  dato ad un centro  sociale nato da quello  che era un ex ospedale psichiatrico  di  Napoli, ospitato  tra le mura del  convento  di  sant’Eframo.

Blu è invece il nome dello  street artist italiano che,  al pari del più celebre Bansky, vuole mantenere celata la sua identità (si  sa che è nato in Emilia e che dovrebbe avere poco  più di  trent’anni), lasciando parlare al  suo posto le sue opere intrinsecamente impregnate di un contenuto politico  di  denuncia delle storture della società.

Ciò che lega il centro  sociale napoletano  a Blu è appunto il suo  intervento pittorico  su  una delle facciate dell’ex ospedale psichiatrico , dove il personaggio  con la maglia a righe e le catene è il recluso (ricordiamo che era un ospedale psichiatrico  giudiziario), mentre la guardia,  dipinta nella parte laterale dell’edificio, ha un ghigno  malevolo e una fascia da pirata che gli  copre l’occhio.

Una curiosità è data dal  numero 1312 sulla maglia del  detenuto: sostituendo ai numeri  le corrispettive lettere dell’alfabeto, viene fuori  l’acronimo  Acab e cioè All cops are bastards tanto per mantenere viva la voce dell’antagonismo.

Nel  video  seguente le opere di  Blu si  animano sempre per via della creatività dell’autore.

 

 

Fotografa i borghi italiani e vinci ricchi premi (concorso TCI)

Arenzano in provincia di Genova

 

Il 2017 è stato  dichiarato dal ministero  dei  Beni Culturali   l’Anno  dei  borghi italiani perché essi  sono un patrimonio della cultura e del paesaggio  del nostro  Paese.

Il Touring Club Italiano a questo  riguardo ha indetto un concorso (termine 28 febbraio 2018) con un unico  limite che è di inviare foto  di  borghi  con meno  di 15.000 abitanti

LEGGI IL REGOLAMENTO NELLA  PAGINA DEL  TCI

The Coldest City

 

Non poteva che essere lei, Charlize Theron, ad interpretare il personaggio principale del film Atomic Blonde  del  regista David Leitch: Lorraine Broughton (L’Atomica bionda, per l’appunto) è una spia del MI6, quindi una   collega di  James Bond che, nella Berlino  del  1989, quindi alla vigilia del  Crollo  del Muro,  deve dare la caccia ad un’organizzazione che decima gli  agenti  segreti  inglesi operanti nella città tedesca.

Come accade da ormai  molto  spesso, le sceneggiature dei film si  basano  sui racconti tratti  dalle serie dei  fumetti più famosi  (Wonder Woman della DC Comics ne è un esempio), oppure dalle graphic novel, ed è appunto  da The Coldest City che il regista David Leitch ne ha tratto  lo  script per il suo  film.

The Coldest City ha come autori  lo  scrittore inglese Antony Johnston, già conosciuto  per la serie a fumetti  post apocalittico Wasteland , ed il disegnatore Sam Hart  

 

Quando Helmut Newton fotografava per Playboy

Il primo numero di Playboy, pubblicato nel dicembre 1953, con una sorridente Marilyn Monroe in copertina

 

Playboy: al meno  una volta nella vita sarà capitato a chiunque di  sfogliare questa rivista:  è ovvio  che quel “chiunque” è sinonimo di pubblico  maschile ( con questo non si  vuole precludere l’idea che anche una donna possa aver trovato piacere leggendola).

Di Hugh  Hefner, morto  ieri all’età di 91 anni,   si è detto  già molto (nel  bene e nel male) nei  necrologi  dei  media, quindi non ci  dilunghiamo  ad aggiungere altre parole viste altrove.

E’ la sua creatura ad interessarci  di più, cioè Playboy, non come parata di  corpi  statuari (femminili) messi lì  a stuzzicare l’aumento  di  testosterone nel  soggetto  maschile, ma in quanto palestra per tanti  fotografi che si  sono  avvicendati nella realizzazione delle sue pagine.

Come non nominare, quindi, Helmut Newton  (il cui  vero nome ricordiamo  essere Helmut Neustädter ) che lavorò lungamente ed intensamente per Playboy impreziosendola con il suo stile improntato   ad un erotismo  raffinato.

 

Il libro Playboy Helmut Newton  (Mondadori  Electa € 35.00) comprende 160 scatti  realizzati  tra l’inizio  degli  anni ’70 e l’ultimo  periodo  di  collaborazione con le rivista nel 2002, cioè  due anni prima della morte del  fotografo  avvenuta il 23 gennaio 2004.

Da Parigi a Genova: le opere di Picasso

Le bagnati, 1918 – Pablo Picasso

 

Il Palazzo  Ducale di  Genova dopo  il  successo  della mostra dedicata a Modigliani, al netto  della vicenda giudiziaria per una serie di  quadri  esposti ritenuti  falsi, si prepara ad ospitare un altro  grande della pittura moderna: Pablo  Picasso.

Infatti, dal 10 novembre 2017 e fino  al 6 maggio  2018, si  terrà la mostra Capolavori  dal  Museo  Picasso di  Parigi, con una selezione di opere provenienti  dal Musée  national Picasso  della capitale francese.

Si tratta in particolare di opere che Picasso ha sempre tenuto  con sé nel  corso  degli anni e dei  suoi  trasferimenti, che lo  hanno  accompagnato  nella quotidianità: tracce evidenti  nel profondo  legame arte-vita che lo  ha contraddistinto.

In esposizione anche numerose fotografie, che lo ritraggono  accanto alle opere nei  suoi  diversi  atelier che furono  nella realtà delle ver e proprie officine creative, dagli  esordi  parigini del  Bateau- Lavoir fino  alle mas le grandi  case nella campagna provenzale in cui  decise di  trascorrere gli ultimi  anni.

Tratto  dal  dépliant introduttivo  alla mostra

 

 

Vivian Maier: il caso, la scoperta, una fotografa

Vivian Maier autoritratto

 

A vederla ritratta nel poster che pubblicizza la mostra a lei  dedicata, presso il Palazzo  Ducale di  Genova (chiude il prossimo  8 ottobre), Vivian Maier richiama alla mente il personaggio  di  Mary Poppins.

In effetti lei, che non era una fotografa professionista, di  mestiere faceva appunto  la tata, lavorando  tra le città di  New York  e Chicago.

Nei   momenti liberi, armata della sua inseparabile Rolleiflex,  andava in giro per le strade fotografando uomini, donne, anziani  e bambini senza che loro  se ne accorgessero  e quindi si  mettessero in posa.

Vivian Maier  fotografava per se stessa, non vendeva le immagini, tanto  meno partecipava a mostre: è un puro  caso  se  i negativi  e alcune foto scattate da  questa misconosciuta artista vennero  ritrovati nel 2007  da un agente immobiliare, John Maloof, rinchiusi in scatoloni  messi in vendita ad un’asta.

Da allora John Maloof non ha fatto  altro  che dare la caccia alle immagini scattate da Vivian Maier, fino ad arrivare a collezionare 15.000 negativi  e 3.000 stampe.

Cinzia Ghigliano, una tra le più brave (e rare) fumettiste italiane, le ha dedicato un libro  dal  semplice titolo Lei, Vivian Maier (ed. Orecchio  Acerbo) premio Andersen 2016 come miglior libro  fatto  ad arte.

 

 

Vivian era misteriosa. Portava camicie da uomo, imprecava in francese, conosceva a memoria tutti i racconti di O. Henry, camminava come un uccello. E così, come un trampoliere dalle lunghe gambe, ha attraversato il suo tempo fotografandolo

dal libro  Lei, Vivian Maier di  Cinzia Ghigliano

 

 

La Collezione Salce a Treviso: una mostra in tre puntate

Adolf Hohenstein – Manifesto pubblicitario per Monaco Exposition et concours de canots automobiles (1900)

 

A Treviso è aperto  dal  maggio  scorso il Museo  nazionale Collezione Salce dedicata interamente all’arte grafica.

Ferdinando  Salce (Treviso, 22 marzo 1878 – Treviso, 1962) per sessantasette anni collezionò manifesti pubblicitari che, al  di  la della semplice  funzione legata alla pubblicità di un prodotto  od evento, sono anche la storia dell’evoluzione dell’arte grafica in Italia.

Il Museo Salce ospiterà la mostra Illustri persuasioni in un percorso  espositivo  diviso in tre tappe:

La Belle Époque – fino  al 1° ottobre

Tra le due guerre – dal 14 ottobre 2017 al  14 gennaio 2018

Dal  secondo  dopoguerra al 1962 – da giugno 2018

Museo  nazionale Collezione Salce

Treviso, via Carlo  Alberto 31

Orario 10.00 – 18.00 /venerdì 10.00 – 21.00

Chiuso  lunedì, martedì e mercoledì