Valérian et Laureline: dal fumetto al 3D del cinema

 

Il regista francese Luc Besson ritorna alla fantascienza vent’anni  dopo  aver girato Il Quinto  Elemento, con il film Valerian e la città dei mille pianeti:

LA TRAMAValerian e Laureline sono agenti speciali del governo dei territori umani, e devono mantenere l’ordine nell’universo. Valerian ha in mente qualcosa di più di un semplice rapporto lavorativo con la sua partner – proponendosi apertamente a lei. Ma la sua lunga storia con le donne, e i valori tradizionali di lei, fanno sì che vi sia un costante rifiuto. Sotto le direttive del loro comandante, Valerian e Laureline si imbarcano in una missione nella città intergalattica mozzafiato di Alpha, una metropoli in continua espansione la cui popolazione è composta da migliaia di specie diverse da tutti e quattro gli angoli dell’universo. I 17 milioni di abitanti di Alpha hanno unito i loro talenti, le loro tecnologie e le loro risorse per migliorare le condizioni di vita di tutti. Sfortunatamente non tutti ad Alpha condividono gli stessi obiettivi: forze oscure sono all’opera per mettere in pericolo il genere umano. (tratto  da Wikipedia)

 

Il film è basato  su  di un fumetto  francese, Valérian et Laureline, scritto  da Pierre Christin  e illustrato  da Jean – Claude Méziéres.

 

Il fumetto  venne pubblicato  per la prima volta sulla rivista Pilote nel 1967 fino  al 2010, anno  dell’ultima pubblicazione.

La trama delle avventure di Valérian e della sua compagna Laureline, si snoda  attraverso continui  viaggi  nello  spazio  e nel  tempo con raffigurazioni  di mondi  alieni  che Luc Besson  ha meritevolmente trasformato nelle immagini  del suo  film.

Non per nulla, le stesse atmosfere del  fumetto, si  ritrovano sia nel già citato Il Quinto Elemento, che nella saga di  Star Wars.

La serie Valérian et Laureline, oltre che essere considerata un punto  di  riferimento per quanto  riguarda la graphic novel europea, ha ricevuto diversi  riconoscimenti, tra cui il Grand Prix de la Ville d’Angoulême: il premio alla carriera assegnato ogni  anno  ad un autore di fumetti.

Nel 2007 è stata realizzata una serie televisiva franco – nipponica dal  titolo Time Jam: Valerian & Laureline.

 


 

 

 


 

La magia di Animusic

  Pipe Dreams  – Animusic –

 

Animusic è un’azienda americana specializzata nel  realizzare animazioni  in 3D basate su  tracce musicali  basate sul protocollo MIDI.

La particolarità dei  video  realizzati  dalla Animusic, come quello  posto  a fine articolo, è che i modelli animati in 3D vengono  successivamente implementati, attraverso un software proprietario, per poter eseguire la traccia musicale nel  formato MIDI immessa in una successiva fase della realizzazione del video.

Buona visione.


 

 


 

Ghost in The Shell: Scarlett Johansson interpreta Major

Imma gine : Scott Woodburry
Major ed il suo corrispettivo umano Scarlett Johansson : Scott Woodburry

 

Il film Ghost in The Shell, ripresa  dall’anime omonima e diretto dal  regista Rupert Sanders, arriverà nelle sale italiane solo alla fine  di marzo 2017.

Ad anticipare quello  che sarà certamente un successo  al botteghino, è la polemica sulla scelta dell’attrice chiamata ad interpretare l’eroina della saga giapponese: Scarlett Johansson.

Questo non perché l’attrice americana non sia in grado  di interpretare supereroine, l’abbiamo già vista all’opera in film di  genere quali Captain AmericaAvangers, ma nel  fatto  che i  fan dell’anime originale volevano un’attrice per lo meno  di  origine asiatica se non proprio  giapponese.

Ghost in The Shell (il cui  titolo  originale  è:  攻殻機動隊 STAND ALONE COMPLEX –  Kōkaku Kidōtai Stand Alone Complex) è la creazione del  fumettista giapponese Masanori  Ota, più consciuto  con il nome d’arte Masamune Shirow: in Italia Ghost in The Shell venne pubblicato dalla Star Comics all’interno  della rivista Kappa Magazine.

Ritornando  al film Ghost in The Shell, di  cui  esiste una versione d’animazione del 1995 per la regia di Mamoru Oshi, l’ambientazione per molti vuole ricordare quella celeberrima di  Blade Runner (1982 – Ridley Scott). Guardando, però, il trailer sembra più ispirata al  Quinto Elemento di  Luc Besson (1997).

Per il momento, nel  trailer,  è la figura di  Scarlett Johansson nei panni  del  personaggio  Major (tremendamente sexy),     a rapire lo sguardo dello spettatore (specie quello   maschile),  facendo  rimandare ogni  giudizio  dopo l’uscita del  film  nelle sale italiane.

Buona visione.

 

Una ragazza di 86 anni: Betty Boop

280916

 

È tra i personaggi più noti del mondo di  Cartoonia, ed è stata quella che prima ha rivestito il ruolo  di sex symbol nel mondo  dell’animazione quando, nel mondo  reale, erano  gli  anni  della Grande Depressione.

Lei è Betty Boop, ed è una signora di ottantasei  anni che, speriamo, ci perdonerà per aver rilevato  la sua età.

La sua prima apparizione risale, per l’appunto, al 9 agosto 1930 in un corto della durata di  sei minuti: Dizzy Dishes.

In quell’occasione non ha ancora sembianza umane ma quelle di una barboncina. Per diventare “essere umano” deve aspettare ancora due anni quando, nel 1932, il suo creatore Max Fleischer le diede l’aspetto  che la resero  famosa.

Il trampolino di lancio della seconda vita di  Betty Boop è il cortometraggio Bamboo Isle: ed è in questa trasformazione, in cui  sono presenti elementi psicologici (ed in parte anche sessuali) che  il target non è più quello dello  spettatore infantile, quanto piuttosto quello  adulto.

Naturalmente, guardando oggi i  cortometraggi  di  Betty Boop, questa sua rivoluzione sexy non pare tanto, bisogna allora contestualizzare riferendosi agli anni ’30.

Un esempio  emblematico è Minnie the Moocher di  Dave Fleischer (fratello di  Max Fleischer): qui  Betty Boop è un’adolescente che, ribellandosi ai  genitori, fugge nella notte affrontandone i pericoli  (spettri  compresi), il tutto  commentato  dalle note della celebre ed omonima canzone di Cab Callowey, ripresa nel film The Blues Brothers (1980) di  John Landis.