Un’italiana vincitrice del Silent Manga Audition

 

La casa editrice giapponese Coamix, specializzata nei  fumetti Manga, ogni  anno indice il premio  internazionale Silent Manga Audition per le migliori opere manga mute.

L”ultima edizione 2017 ha visto vincitrice l’italiana Elena Vitagliano  con il racconto Cruelest Rule 

Elena Vitagliano si  era già classificata nell’edizione precedente del premio, insieme a lei  anche i  fumettisti italiani Adriano  Barone e Massimo  Dall’Oglio.

Nell’edizione 2017 gli italiani Hagane Ishi  (pseudonimo  di Adriano  Barone e Massimo  Dall’Oglio), Redjet, Sam Shiro (anche questi  pseudonimi  di  artisti italiani) e Luciano  Damiano  hanno ottenuto un premio  per i loro  lavori.

Il re di Wakanda e il suo sceneggiatore: Ta-Nehisi Coates

Il primo numero di Black Panther con la sceneggiatura di Ta – Nehisi Coates

 

Da anni e con ragione, il fumetto non è più considerato un prodotto creativo  di  serie B: basterebbero  le migliaia di pagine scritte sui  saggi  dedicati ad esso per avvalorarne la tesi.

Inoltre,  quando alla matita del  fumettista si  aggiunge la penna di uno  sceneggiatore – scrittore di  fama, il sodalizio non può che dare il risultato di un’opera altamente creativa.

E’ il caso di  Black Panther della Marvel Comics che, per richiamare all’azione un personaggio offuscato dagli  altri  supereroi della casa editrice, ha arruolato la persona considerata da Time nel 2016  come uno  dei 100 intellettuali più influenti  nel mondo: Ta Nehisi Coates 

Ta Nehisi Coates (Ta Nehisi  è il nome dell’antica Nubia e si  pronuncia tanasi) ben  si prestò a sceneggiare la storia del re di  Wakanda T’Challa, appunto Black  Panther ,  sia perché  lui  ha sempre amato i fumetti  e la sceneggiatura che  gli  fu offerta non era un’occasione da perdere – ricordiamo che Black Panther uscì per la prima volta nel 1966 creato  dal  duo Stan Lee e Jack  Kirby –  ma anche perché lo interessava studiare l’elemento mitologico  e quello  tecnologico  specchio della società americana.

La prima serie di  Black Panther sceneggiata da Ta Nehisi  Coates ha avuto  un notevole successo, tanto  che la Marvel decise di  affidare allo  scrittore una seconda serie.

Una curiosità: Ta Nehisi Coates si è anche divertito a disegnare una mappa dell’immaginario  territorio  di Wakanda, per farlo si  ispirò  alla carta geografica della Svizzera.

 

Take That, Adolf!

 

Beccati  questo, Adolf! 

Possiamo  tranquillamente asserire che Adolf Hitler non abbia mai  letto un fumetto  della Marvel e, se mai ne avesse avuto l’occasione, si  sarebbe risentito per essere stato  sbeffeggiato da eroi (di  carta) in calzamaglia.

Forse avrebbe chiesto  al suo stato  maggiore di indagare se dietro al  quel  fantomatico  Captain America, che impunemente lo  prende a pugni in una striscia, non vi  fosse un complotto degli  Stati Uniti per farlo  fuori ancora prima della sua entrata in guerra.

Il fumetto, infatti uscì nelle edicole american e nel 1940 e solo  l’anno  dopo, cioè dopo  l’attacco  di  Pearl  Harbour, gli  Stati Uniti entrarono in guerra contro l’imperatore Hirohito e i suoi soci  dell’Asse Mussolini  ed Hitler.

Vi  è da fare anche una piccola considerazione che è quella di un’opinione pubblica, quella americana, che si indigna nei  confronti  di quei  regimi dittatoriali ancora prima dell’evento che porterà Gli Stati  Uniti in guerra.

Se non vi  fosse stato l’attacco  di  Pearl Harbour (facendo  quindi ricorso al concetto  di  ucronia) sarebbero bastati  gli  eroi  dei  fumetti a far convincere il governo  americano che la guerra non era solo  una disgrazia accaduta ad altri?

Molto probabilmente, con buona pace per Captain America, la risposta è no.

Anche oggi, però, avremmo bisogno  di  quel Take That indirizzato a quegli individui che, forti del loro potere, decidono cosa sia giusto  o meno, magari indossando  anche loro una maschera che ne nasconde i veri  fini.

Take That, Adolf! è il libro  edito dalla Fantagraphic Books ( 29,90 dollari  su  Amazon) che raccoglie cinquecento  copertine dei  fumetti con i Supereroi  chiamati alla guerra contro  le dittature.

Di  seguito un’anteprima del libro.

 

 

Il Golem: dalla letteratura ai fumetti

Rappresentazione del Golem (Philippe Semeria)
Rappresentazione del Golem (Philippe Semeria)

 

La luce della luna batte sul fondo del mio  letto e vi posa come una grossa,piatta pietra luminosa.

Quando  la luna piena prende a raggrinzirsi, ed il suo lato  destro  comincia a sfaldarsi, come una faccia va incontro  alla vecchiaia dapprima smagrisce e si  solca di  rughe, su una sola guancia, verso  quell’ora della notte s’impossessa di un’inquietudine torbida, tormentosa.

Non dormo  e non veglio, e nel  dormiveglia  si  vengono  mescolando nella mia anima cose vissute con cose lette ed udite, al modo  che correnti  varie per colore e trasparenza confluiscono insieme.

Tratto  da “Il Golem” di  Gustav Meyrink

Alla fine del  secolo XVII in Germania si  era diffusa la leggenda riguardo  alla capacità di  alcuni  rabbini  di  creare automi grazie alle formulazioni  magiche tratte dalla Kabbalah.

La leggenda ebbe, però, sviluppo in Polonia dove un gigante di  argilla, appunto il Golem, crebbe a dismisura fino  a minacciare chi lo aveva creato: il Rabbi Elija Ba’al Schem.

Egli, con un sotterfugio, riuscì a cancellare l’aleph dalla fronte del  gigante che, ridiventata una massa informe, travolse il rabbino che gli  aveva donato  la vita.

La leggenda più nota è comunque quella ambientata nel  ghetto  di  Praga ai  tempi  dell’imperatore Rodolfo  II d’Asburgo (Vienna, 18 luglio 1552 – Praga, 20 gennaio 1612) in cui  il Golem figura per la prima volta come il protettore del popolo  ebraico  dalle persecuzioni.

nel 1808, Jacob Grimm (uno  dei  due fratelli  celebri  per le loro  fiabe), racconta la storia del  Golem ripresa dalla leggenda originale polacca.

Bisogna aspettare il 1915 affinché il Golem diventi un classico  della letteratura fantastica: in quell’anno, a Lipsia, si pubblicò per la prima volta il libro  che fece la fortuna di Gustav Meyrink, bancario  mancato per una professione di scrittore di  sicuro  successo.

Rimanendo  sempre nel  ghetto  di  Praga, ma uscendo dai  canoni  della letteratura per entrare nel mondo magico dei  fumetti, è nel giugno  del 1974 che la Marvel inserisce per la prima volta, fra i  suoi  personaggi  fantastici, il Golem creato, in questo  caso,  da Len Wein e John Buscema  (Strange Tales vol. I, giugno 1974) ).

 

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Recentemente è stato invece ripubblicato dalla casa editrice Giuntina Il Golem raccontato da Elie Wiesel, con le illustrazioni  di Mark Podwal (pp.105, € 15,00).

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Mirka: la piccola eroina di Hereville

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Mirka

 

Non ha i poteri  di  Harry Potter, ma certo molto del  suo  coraggio: è Mirka una bambina  di undici anni, figlia di  ebrei ortodossi,  che vive nella città (inventata) di  Hereville.

Sua nemica è una misteriosa strega, cui si  aggiungono bulli  di ogni  specie e pericoli spaziali.

Mirka è dunque la protagonista creata dal cartoonist americano  Barry Deutsch  per i  suoi  tre libri di  graphic novel: How Mirka Got Her Sword (2010), How Mirka Met a Meteorite (2012),  How Mirka Caught a Fish (2015).

I tre libri  non sono  per il momento presenti nel  mercato  editoriale italiano.

Un Tintin da capogiro

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Se avete perso  l’occasione di  acquistare la tavola originale disegnata da Hergé per Uomini  sulla Luna, venduta per un milione e mezzo  di  euro all’asta organizzata da Artcurial a Parigi, potete sempre consolarvi con un’altra tavola originale, sempre tratta da Uomini  sulla Luna, per un prezzo di  soli 400.000 euro: in questo caso lo  sconto è dovuto  al  fatto  che non compaiono, come nella precedente tavola, i personaggi principali  e cioè Tintin ed il capitano Haddock.

Uomini sulla Luna è la diciassettesima avventura di  Tintin, è stata scritta da Hergé nel 1950 ma pubblicata, dopo  alcune modifiche, solo quattro  anni  dopo e cioè nel 1954.

Le avventure di  Tintin sono state tradotte in linguaggio  cinematografico da  Steven Spielberg nel  film da lui  diretto Le avventure di  Tintin – il segreto  dell’unicorno (2011).

Il film è stato  girato utilizzando  la tecnica della motion capture e la sceneggiatura fu  basata su  tre racconti di  Hergé: Il granchio d’oro, Il segreto  del Liocorno, Il tesoro  di Rakham il rosso.

 


 

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L’altro coautore di Batman

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Gotham City by 24Cinque

 

Bob Kane è l’unico disegnatore di  Batman?

La domanda è pertinente secondo  la tesi  dello  scrittore americano  Tyler Nobleman riportato nel  suo libro Bill the wonder boy  pubblicato  nel 2012.

 

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Nelle pagine del libro  l’autore racconta che all’interno  della DC Comics era stata volutamente data la paternità di  Batman a Bob Kane, trascurando l’altro “papà” che era, appunto,  il fumettista Bill Finger.

A Bill Finger, in ogni caso  si  deve l’invenzione sia del nome Di Batman che della figura comprimaria di  Robin, nonché dell’ambientazione delle storie in una città dominata dal crimine come Gotham City.

Bill Finger nacque l’8 febbraio 1914 a New York, nello stesso  quartiere dove era nato Bob Kane e cioè il Bronx, entrambi  hanno  la passione per la lettura di  romanzi  di  fantascienza.

I due fumettisti si incontrarono  per la prima volta nel 1938 collaborando  insieme per la creazione della serie Rusty and his pals.

L’esordio  di  Batman avviene l’anno  seguente quando, nel maggio  del 1939, viene pubblicata la sua prima avventura nella collana Detective Comics  per la National Comics Publications (il nome di  allora di quella che oggi  conosciamo semplicemente  come DC Comics).

Samarium: un supereroe contro l’IBD

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Con l’acronimo IBD (inflammatory bowel  disease) viene indicato un insieme di  malattie infiammatorie croniche intestinali tra le quali  le più importanti  sono la malattia di  Crohn e la rettocolite ulcerosa.

È facile immaginare come i pazienti colpiti da una delle malattie comprese in questa lista, debba ogni  giorno  fronteggiare i mille problemi  creati  dalla patologia.

In aiuto di questi malati, soprattutto per coinvolgere l’opinione pubblica nei  confronti del loro  disagio,  è stata ideata una campagna di  sensibilizzazione incentrata su  di un supereroe con gli  stessi problemi: Samarium.

Naturalmente, parlando  di  supereroi e fumetti, il primo nome che viene in mente è quello  della Marvel: ed è infatti  questa casa editrice ad aver inventato il personaggio  di  Samarium, attraverso la Marvel Custom Solution, divisione il cui  scopo  è quello  di  contribuire alla consapevolezza verso problematiche sociali, in collaborazione con la Takeda Pharmaceuticals e la  Crohn’s and Colitis Foundation of America,

A creare il profilo del  supereroe è stato un team di  esperti  e pazienti IBD, guidati  dal gastroenterologo  David Rubin dell’Università di  Chicago, coadiuvati dal  cabarettista Ethan Blumenthal (affetto  da IBD) che ha fornito il giusto  equilibrio  tra realtà e fantasia   per le avventura di  Samarium.

Per concludere il nome di  Samarium richiama quello  del samario un elemento  chimico  utilizzato, nella forma di isotopo 153, in medicina nucleare per la terapia delle metastasi ossee.