The Coldest City

 

Non poteva che essere lei, Charlize Theron, ad interpretare il personaggio principale del film Atomic Blonde  del  regista David Leitch: Lorraine Broughton (L’Atomica bionda, per l’appunto) è una spia del MI6, quindi una   collega di  James Bond che, nella Berlino  del  1989, quindi alla vigilia del  Crollo  del Muro,  deve dare la caccia ad un’organizzazione che decima gli  agenti  segreti  inglesi operanti nella città tedesca.

Come accade da ormai  molto  spesso, le sceneggiature dei film si  basano  sui racconti tratti  dalle serie dei  fumetti più famosi  (Wonder Woman della DC Comics ne è un esempio), oppure dalle graphic novel, ed è appunto  da The Coldest City che il regista David Leitch ne ha tratto  lo  script per il suo  film.

The Coldest City ha come autori  lo  scrittore inglese Antony Johnston, già conosciuto  per la serie a fumetti  post apocalittico Wasteland , ed il disegnatore Sam Hart  

 

“Una ballata del mare salato”: cinquantesimo anniversario

 

Tra le riviste italiane dedicate al mondo  del  fumetto una in particolare viene ricordata per aver ospitato la prima avventura di  Corto  Maltese e cioè la celeberrima Una ballata del mare salato.

Questa rivista era Stg. Kirk,  pubblicata dall’editore genovese Fiorenzo  Ivaldi a partire dal mese di luglio  del 1967, con  Hugo Pratt  (ed ovviamente Corto  Maltese) come fiore all’occhiello.

Se Stg:Kirk ebbe una vita editoriale breve, terminò  la pubblicazione neanche due anni  dopo  nel febbraio del 1969, certamente la prima avventura di  Corto  Maltese ebbe maggior fortuna.

Infatti  Una ballata del mare salato verrà ripubblicata a puntate, nel 1969, sul Corriere dei Piccoli: si  dice  che fra i lettori  veneti  del  Corriere dei  Piccoli vi  furono alcuni  che si  risentirono  perché Hugo Pratt aveva fatto parlare gli indigeni  utilizzando il dialetto veneziano.

 

Ma a parte il malcontento di  qualche proto – leghista veneto, ormai Una ballata del mare salato ha preso  la rotta  della notorietà: la Mondadori ne pubblicherà tre ristampe negli  anni 1972, 1975 e 1979. In questa occasione   l’articolo  di inizio  titolo  da indeterminativo  diventerà determinativo per cui  diventerà La ballata del  mare salato.

Va comunque ricordata un’edizione speciale del 1976 a cura della casa editrice Albatros con  gli  acquarelli di  Mariolina Pasqualini.

Nell’ottobre del 1983 la Rizzoli lancia il suo  mensile Corto  Maltese riproponendone la prima avventura con il titolo  originale.

Altre edizioni  seguirono  negli  anni, tra cui una curiosa edizione mignon della casa editrice Lo Scarabeo (dello  stesso Fiorenzo  Ivaldi) con una serie di  volumi  delle dimensioni  di un mazzo  di  carte.

In occasione del  cinquantesimo  anniversario della prima pubblicazione di Una  ballata del mare salato, la Rizzoli Lizard propone  un’edizione anastatica  a tiratura limitata (3.000 copie al  prezzo di  59 euro) riproducente le tavole originali  del  racconto

 


 

 


 

HCB: Kriegsgefangener 845

 

 

Kriegsgefangener 845: in tedesco  significa prigioniero  845, era il numero  assegnato  durante la  prigionia a Henri  Cartier-Bresson, catturato  dai  tedeschi il 22 giugno  del 1940 nei Vosgi mentre svolgeva il compito  di caporale fotografo  nell’esercito  francese.

La storia, però, dice che il suo periodo  di  detenzione fu marcata da ben tre tentativi  di  evasione (l’ultima con successo) che, una volta terminata la guerra, lui ricorderà come il suo  viaggio  più importante.

Henri   Cartier-Bresson, utilizzando  la sua mitica Leica, documentò la liberazione del suo  Paese, in seguito  dietro l’invito dell’Owi  (Office of War Information, cioè l’istituto  di informazione e propaganda dell’esercito  americano), realizzò il documentario Le Retour  sempre incentrato  sulla liberazione della Francia (il video è visibile al  termine dell’articolo).

Jean David Morvan e Séverine Tréfouël, insieme all’illustratore S. Savoia, hanno realizzato il graphic novel Cartier -Bresson, Germania 1945 sulla vita del  celebre fotografo  francese durante la sua prigionia.

Dalla recensione di  Google Libri:
Esistono  fotografie che sono un emblema come questa scattata da Cartier-Bresson, potrebbe essere l’ultima della Seconda guerra mondiale o la prima della Liberazione. ma è anche uno degli  esempi più eloquenti  dello stile del suo  autore. Un’immagine colta in modo  rapido, mai  riquadrata,  dove tutto però sembra studiato, ponderato, calcolato  al  millimetro. Un’icona che invita a riflettere sull’arte e sulla libertà.

 

La foto, e il disegno corrispondente, dell’ex -prigioniera che colpisce una collaborazionista dopo averla riconosciuta.

 

Cartier-Bresson, Germania 1945 è edito  da Contrasto (euro 24,00)

 

 


 

 

 


 

 

 

 

 

 

Shaun Tan racconta L’ Approdo

Una tavola del volume L'Approdo di Shaun Tan
Una tavola del volume L’Approdo di Shaun Tan

La definizione di  silent book è facilmente intuibile come prodotto  letterario in cui il racconto  di una storia è  affidato alle immagini e non più alla scrittura.

I silent book (libri  senza parole è la  definizione in italiano) sono creati  generalmente per un pubblico  di  lettori quali i  bambini che, da soli o  accompagnati dai  genitori, sviluppano  la storia attraverso l’immaginazione.

Non è detto, però, che questo  tipo  di lettura sia destinata solo  all’infanzia: anche l’individuo  adulto potrà essere, per così dire, rapito dalle immagini e lasciarsi  coinvolgere da quello  che l’autore del  libro ha voluto esprimere in questo maniera.

Va da se, in questo  caso, che non si parla di  disegni elementari per bambini, quanto piuttosto di un prodotto creativo di  alta qualità.

L’approdo dell’illustratore australiano Shaun Tan rientra di  diritto in questa tipologia della narrazione per immagini: la trama del libro riguarda il tema dell’immigrazione, trattato in maniera favolistica, con un fondo  autobiografico in quanto  il padre di Shaun Tan, ingegnere cinese, emigrò dapprima in Malesia e poi in Australia dove incontrò Christine creando con lei  una famiglia.

 

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L’approdo (The Arrival  in  originale) ha ricevuto  vari  premi ed  è stato pubblicato per la prima volta in Italia dalla casa editrice Elliot e, nel 2016,  ripubblicato  da Tunuè (€ 24,90).

Tra le altre opere di Shaun Tan va ricordato il cortometraggio  d’animazione Oggetti  smarriti (tratto  dal  suo libro omonimo) con cui  vinse l’Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione nel 2011,