Un francobollo per i cento anni dalla nascita di JFK

 

Nel 1960 a Seattle, durante la sua campagna elettorale, John F. Kennedy venne fotografato da Ted Spiegel  che lavorava per il National Geographic: il ritratto   che  uscì da quell’incontro  tra il futuro presidente americano  ed il fotografo servì come foto  ufficiale di JFK durante il suo  mandato  alla Casa Bianca.

Oggi, quella stessa immagine, è riprodotta in un francobollo commemorativo per i  cento  anni  dalla nascita di John F. Kennedy.

La storia di Margaret Keane raccontata in Big Eyes

Tomorrow Forever – Margaret Keane (1964)

 

Nel 2014 il regista americano  Tim Burton realizzò il film Big Eyes basato  sulla vera storia della pittrice Margaret Keane e di  suo  marito Walter Keane.

Più che la genesi  creativa dell’artista, nella pellicola ne viene narrata la completa sudditanza nei  confronti  del marito il quale, figura narcisistica e patologicamente menzognera, per anni si  fece passare come il vero  ed unico  autore dei  quadri dipinti dalla moglie Margaret Keane.

Cosa avevano  di particolare questi dipinti  da diventare negli anni  Sessanta un fenomeno  culturale?

In essi le figure rappresentate avevano una caratteristica: degli occhi  grandi ed enigmatici nonché sproporzionati  rispetto  al  viso.

La fama di  Margaret Keane, cioè del suo  usurpatore, fu  tale che personaggi  famosi dell’epoca facevano  a gara nell’acquistare un suo  dipinto.

Addirittura, nel 1964 per la fiera mondiale svolta negli  Stati Uniti, venne commissionato Tomorrow Forever dalle dimensioni  extralarge che, però, venne quasi  subito  ritirato dall’esposizione perché giudicato  troppo kitsch dai  critici.

Bisogna riconoscere a Walter Keane la capacità di ingannare il prossimo a tal  punto  che, addirittura la rivista Life  nel 1965 gli  dedicò un lungo  articolo:

 

Clicca sull’immagine per leggere l’intera intervista

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma non furono solo i giornalisti ad essere ingannati da Walter Keane: Andy Warhol, il genio della Pop Art, dichiarò che: << I think what Keane has done is just terrific,. It has to be good. If it were bad, so many people wouldn’t like it>>.

Aggiungendo poi, forse maliziosamente, che: << In a lot of ways, Americans are like children—I mean, we aren’t very grown up. But what I like most about Keane, myself, is that he’s mass-produced, like a factory. I think he’ll end up being something like Disney>>.

In effetti, quel produrre in serie quadri con lo stesso tema, per essere poi trasformati in gadget sotto forma di poster e cartoline, allontana molto l’idea di fare arte quanto piuttosto l’ uso meramente commerciale di essa.

Ritornando alla storia di Margaret Keane, lei ebbe finalmente il coraggio di dire la verità, dopo anni di vessazioni, e portare il marito in tribunale, vincendo  la causa con la semplice prova della sua abilità dipingendo un quadro durante il dibattito in tribunale.

Margaret Keane, vinta la causa e divorziando  dal marito, continuò a dipingere i  suoi  personaggi  con grandi occhi aggiungendo, magari  ispirandosi  a Modigliani, anche dei  lunghi  colli.

 

 


Nel film di Tim Burton i ruoli di Margaret Keane e Walter Keane sono stati interpretati rispettivamente da Amy Adams e Christoph Waltz.

 


 

 

Georg Salter

Copertina di Berlin Alexanderplaz (1°edizione) realizzata da Georg Salter
Copertina di Berlin Alexanderplaz (1°edizione) realizzata da Georg Salter

 

Nel 1929 veniva pubblicato il romanzo Berlin Alexanderplatz di Alfred Döblin.

La copertina della prima edizione fu  disegnata dal tedesco Georg Salter (in seguito, una volta naturalizzato come cittadino  degli  Stati  Uniti, il nome venne n modificato in George Salter).

NOTE SU BERLIN ALEXANDERPLATZ – PdF

Georg Salter (Brema, 5 ottobre 1897 – 31 ottobre 1967, New York), dopo aver prestato  il servizio  militare durante la prima guerra mondiale, si  diplomò presso  la Scuola di  Arti  Applicate di  Berlino.

Nel 1921  la carriera di  scenografo lo vide impegnato  nel Preußischen Staatsoper (Opera di  Stato prussiana) e, quindi, nel 1923 alla Berlino Volksoper e nel 1925 alla Vereinigten Stadttheater Barmen-Elberfeld dove disegnò più di cento  scenografie.

È nel  settore editoriale che Salter ebbe maggiore soddisfazione per la sua creatività: nel periodo in cui  visse in Germania disegnò più di  350 copertine per diverse case editrici, tra cui  la celeberrima copertina per Berlin Alexanderplatz.

Con l’approssimarsi dei  tempi  cupi  che avrebbe portato  la Germania verso la dittatura del  nazionalsocialismo, nel 1934 Salter emigrò negli  Stati Uniti stabilendosi  a New York (prendendone la nazionalità nel  1940).

Qui  proseguì il suo lavoro  di graphic design collaborando con la Mercury Publications diventandone il responsabile per il reparto  grafico nel 1939 e, proseguendo, con altra case editrici  americane.

Ritornando al periodo in cui  visse in Germania, non si può trascurare la condizione in cui  lo  stato tedesco  ha vissuto prima dell’avvento  del  nazismo ovvero la Repubblica di  Weimar che, nei primi  anni Venti ed  alla sua fine avvenuta nel 1933, fu  anche un laboratorio di  avanguardia culturale e sociale.

REPUBBLICA DI  WEIMAR

A dare un’idea del prodotto  della creatività di  allora, ricollegandoci  quindi alla graphic design, è il libro The book cover in the Weimar Republic a cura di Jürgen Holstein,  con la raccolta di oltre mille copertine, dai libri  per l’infanzia a quelli della letteratura.

Tra gli  autori  citati, oltre a Georg Salter, John Heartfield, Olaf Gulbbransson, George Grosz ed altri  ancora.

 

Copertina del libro "The book cover in the Weimar Republic
Copertina del libro “The book cover in the Weimar Republic