Una ragazza di 86 anni: Betty Boop

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È tra i personaggi più noti del mondo di  Cartoonia, ed è stata quella che prima ha rivestito il ruolo  di sex symbol nel mondo  dell’animazione quando, nel mondo  reale, erano  gli  anni  della Grande Depressione.

Lei è Betty Boop, ed è una signora di ottantasei  anni che, speriamo, ci perdonerà per aver rilevato  la sua età.

La sua prima apparizione risale, per l’appunto, al 9 agosto 1930 in un corto della durata di  sei minuti: Dizzy Dishes.

In quell’occasione non ha ancora sembianza umane ma quelle di una barboncina. Per diventare “essere umano” deve aspettare ancora due anni quando, nel 1932, il suo creatore Max Fleischer le diede l’aspetto  che la resero  famosa.

Il trampolino di lancio della seconda vita di  Betty Boop è il cortometraggio Bamboo Isle: ed è in questa trasformazione, in cui  sono presenti elementi psicologici (ed in parte anche sessuali) che  il target non è più quello dello  spettatore infantile, quanto piuttosto quello  adulto.

Naturalmente, guardando oggi i  cortometraggi  di  Betty Boop, questa sua rivoluzione sexy non pare tanto, bisogna allora contestualizzare riferendosi agli anni ’30.

Un esempio  emblematico è Minnie the Moocher di  Dave Fleischer (fratello di  Max Fleischer): qui  Betty Boop è un’adolescente che, ribellandosi ai  genitori, fugge nella notte affrontandone i pericoli  (spettri  compresi), il tutto  commentato  dalle note della celebre ed omonima canzone di Cab Callowey, ripresa nel film The Blues Brothers (1980) di  John Landis.