Da Parigi a Genova: le opere di Picasso

Le bagnati, 1918 – Pablo Picasso

 

Il Palazzo  Ducale di  Genova dopo  il  successo  della mostra dedicata a Modigliani, al netto  della vicenda giudiziaria per una serie di  quadri  esposti ritenuti  falsi, si prepara ad ospitare un altro  grande della pittura moderna: Pablo  Picasso.

Infatti, dal 10 novembre 2017 e fino  al 6 maggio  2018, si  terrà la mostra Capolavori  dal  Museo  Picasso di  Parigi, con una selezione di opere provenienti  dal Musée  national Picasso  della capitale francese.

Si tratta in particolare di opere che Picasso ha sempre tenuto  con sé nel  corso  degli anni e dei  suoi  trasferimenti, che lo  hanno  accompagnato  nella quotidianità: tracce evidenti  nel profondo  legame arte-vita che lo  ha contraddistinto.

In esposizione anche numerose fotografie, che lo ritraggono  accanto alle opere nei  suoi  diversi  atelier che furono  nella realtà delle ver e proprie officine creative, dagli  esordi  parigini del  Bateau- Lavoir fino  alle mas le grandi  case nella campagna provenzale in cui  decise di  trascorrere gli ultimi  anni.

Tratto  dal  dépliant introduttivo  alla mostra

 

 

Vivian Maier: il caso, la scoperta, una fotografa

Vivian Maier autoritratto

 

A vederla ritratta nel poster che pubblicizza la mostra a lei  dedicata, presso il Palazzo  Ducale di  Genova (chiude il prossimo  8 ottobre), Vivian Maier richiama alla mente il personaggio  di  Mary Poppins.

In effetti lei, che non era una fotografa professionista, di  mestiere faceva appunto  la tata, lavorando  tra le città di  New York  e Chicago.

Nei   momenti liberi, armata della sua inseparabile Rolleiflex,  andava in giro per le strade fotografando uomini, donne, anziani  e bambini senza che loro  se ne accorgessero  e quindi si  mettessero in posa.

Vivian Maier  fotografava per se stessa, non vendeva le immagini, tanto  meno partecipava a mostre: è un puro  caso  se  i negativi  e alcune foto scattate da  questa misconosciuta artista vennero  ritrovati nel 2007  da un agente immobiliare, John Maloof, rinchiusi in scatoloni  messi in vendita ad un’asta.

Da allora John Maloof non ha fatto  altro  che dare la caccia alle immagini scattate da Vivian Maier, fino ad arrivare a collezionare 15.000 negativi  e 3.000 stampe.

Cinzia Ghigliano, una tra le più brave (e rare) fumettiste italiane, le ha dedicato un libro  dal  semplice titolo Lei, Vivian Maier (ed. Orecchio  Acerbo) premio Andersen 2016 come miglior libro  fatto  ad arte.

 

 

Vivian era misteriosa. Portava camicie da uomo, imprecava in francese, conosceva a memoria tutti i racconti di O. Henry, camminava come un uccello. E così, come un trampoliere dalle lunghe gambe, ha attraversato il suo tempo fotografandolo

dal libro  Lei, Vivian Maier di  Cinzia Ghigliano

 

 

“Lettere”: dai muri al museo di Villa Croce di Genova

Graffiti su di un muro a Milano / foto: 24Cinque ©

 

Presso il museo  di  arte contemporanea di  Villa Croce (Genova, zona di  Carignano), è allestita la mostra Lettere, la prima in Italia ad essere dedicata al  lettering cioè quello che  inizialmente  è lo studio  di  nuovi  caratteri diventando la forma artistica insita nel writing.

Assolutamente da non confondere con i  graffiti che solitamente imbrattano i muri  delle nostre città, le opere di  artisti  quali  Soda, Bergamasterz, Luca Font, V3rbo  ed altri,  hanno in se il valore artistico  di un continuo  studio  evolutivo  delle forme nel lettering.

Il percorso  espositivo  parte da quello che è l’inizio  del  lettering in Italia, cioè dai  muri  di  Padova dove, negli  anni ’80, andò sviluppandosi  questa forma d’arte e dove, per la prima volta, essendo  essa stata riconosciuta dalle istituzioni come forma d’arte, stabilì le prime collaborazioni  ufficiali  fra graffitari  e governo  della città.

Lo stesso  sta accadendo  a Genova  dove  il progetto  collettivo di  arte urbana Walk the Line, di  cui  la mostra a Villa Croce è parte integrante, sta trasformando  i piloni  della sopraelevata in un galleria plein air dedicata alla Street Art.

La mostra Lettere si chiuderà il prossimo  25 giugno.

 


 

 


 

 

 

 

Dylan Dog indaga a Genova

Nel 1986 dalla matita di  Tiziano  Sclavi nasceva Dylan Dog.

La   prima storia con questo nuovo  personaggio  ebbe il titolo  di L’alba dei morti  viventi: questo bastò a connotare quello che sarebbe stato la prerogativa di  Dylan Dog : quella di  essere l’investigatore dell’occulto per eccellenza nel panorama dei  fumetti  made in Italy.

Tiziano  Sclavi, per dare un volto  al suo eroe, si  ispirò  a quello  dell’attore inglese Ruperth Everett mentre, non poteva essere altrimenti  parlando  di  fumetti italiani, a pubblicarne le avventure fu la Sergio  Bonelli Editore: la stessa casa di  Tex Willer.

Ritornando  a L’alba dei morti  viventi il primo  numero  uscì in edicola ad un prezzo  di 1.300 lire: oggi  è un pezzo  da collezione la cui quotazione ha stimolato i  falsari  a crearne delle copie.

La gestazione di  Dylan Dog,  risale al 1985, quando  Tiziano  Sclavi presenta a Bonelli  ed al direttore generale della casa editrice Decio  Canzio  (scomparso  nel  gennaio  del 2013), le caratteristiche dell’investigatore. Ed è a questo  punto  che, modificando l’idea iniziale di  Sclavi, si  decide che Dylan Dog non dovrà essere americano, ma bensì inglese, giovane e non lavorerà in solitudine ma,  come Sherlock  Holmes, avrà un aiutante decisamente votato  alla comicità,  il quale prenderà il nome di  Groucho, clone in versione fumettistica dell’attore Groucho Marx.

Tiziano  Sclavi aveva già toccato il tema dell’occulto  nel  suo  romanzo  Dellamorte Dellamore: l’ambientazione della storia è nel  cimitero  di  Buffarola, in Lombardia. Dellamorte è il custode del cimitero e, insieme a Gnaghi lo scavafosse, dovrà fronteggiare un epidemia che porterà alla (ri)nascita degli  zombie…

È inutile dire che Dellamorte Dellamore  darà forma al personaggio di  Dylan Dog.

Per gli  amanti  del  fumetto, soprattutto  quelli di  Dylan Dog, l’occasione per vedere 250 opere, tra tavole originali, copertine e schizzi, è data dalla mostra antologica dedicata all’eroe bonelliano in corso presso il Museo  Luzzati di Genova (Porta Siberia, Area Porto  Antico).

La mostra si concluderà il 18 aprile 2017