Take That, Adolf!

 

Beccati  questo, Adolf! 

Possiamo  tranquillamente asserire che Adolf Hitler non abbia mai  letto un fumetto  della Marvel e, se mai ne avesse avuto l’occasione, si  sarebbe risentito per essere stato  sbeffeggiato da eroi (di  carta) in calzamaglia.

Forse avrebbe chiesto  al suo stato  maggiore di indagare se dietro al  quel  fantomatico  Captain America, che impunemente lo  prende a pugni in una striscia, non vi  fosse un complotto degli  Stati Uniti per farlo  fuori ancora prima della sua entrata in guerra.

Il fumetto, infatti uscì nelle edicole american e nel 1940 e solo  l’anno  dopo, cioè dopo  l’attacco  di  Pearl  Harbour, gli  Stati Uniti entrarono in guerra contro l’imperatore Hirohito e i suoi soci  dell’Asse Mussolini  ed Hitler.

Vi  è da fare anche una piccola considerazione che è quella di un’opinione pubblica, quella americana, che si indigna nei  confronti  di quei  regimi dittatoriali ancora prima dell’evento che porterà Gli Stati  Uniti in guerra.

Se non vi  fosse stato l’attacco  di  Pearl Harbour (facendo  quindi ricorso al concetto  di  ucronia) sarebbero bastati  gli  eroi  dei  fumetti a far convincere il governo  americano che la guerra non era solo  una disgrazia accaduta ad altri?

Molto probabilmente, con buona pace per Captain America, la risposta è no.

Anche oggi, però, avremmo bisogno  di  quel Take That indirizzato a quegli individui che, forti del loro potere, decidono cosa sia giusto  o meno, magari indossando  anche loro una maschera che ne nasconde i veri  fini.

Take That, Adolf! è il libro  edito dalla Fantagraphic Books ( 29,90 dollari  su  Amazon) che raccoglie cinquecento  copertine dei  fumetti con i Supereroi  chiamati alla guerra contro  le dittature.

Di  seguito un’anteprima del libro.

 

 

Il Golem: dalla letteratura ai fumetti

Rappresentazione del Golem (Philippe Semeria)
Rappresentazione del Golem (Philippe Semeria)

 

La luce della luna batte sul fondo del mio  letto e vi posa come una grossa,piatta pietra luminosa.

Quando  la luna piena prende a raggrinzirsi, ed il suo lato  destro  comincia a sfaldarsi, come una faccia va incontro  alla vecchiaia dapprima smagrisce e si  solca di  rughe, su una sola guancia, verso  quell’ora della notte s’impossessa di un’inquietudine torbida, tormentosa.

Non dormo  e non veglio, e nel  dormiveglia  si  vengono  mescolando nella mia anima cose vissute con cose lette ed udite, al modo  che correnti  varie per colore e trasparenza confluiscono insieme.

Tratto  da “Il Golem” di  Gustav Meyrink

Alla fine del  secolo XVII in Germania si  era diffusa la leggenda riguardo  alla capacità di  alcuni  rabbini  di  creare automi grazie alle formulazioni  magiche tratte dalla Kabbalah.

La leggenda ebbe, però, sviluppo in Polonia dove un gigante di  argilla, appunto il Golem, crebbe a dismisura fino  a minacciare chi lo aveva creato: il Rabbi Elija Ba’al Schem.

Egli, con un sotterfugio, riuscì a cancellare l’aleph dalla fronte del  gigante che, ridiventata una massa informe, travolse il rabbino che gli  aveva donato  la vita.

La leggenda più nota è comunque quella ambientata nel  ghetto  di  Praga ai  tempi  dell’imperatore Rodolfo  II d’Asburgo (Vienna, 18 luglio 1552 – Praga, 20 gennaio 1612) in cui  il Golem figura per la prima volta come il protettore del popolo  ebraico  dalle persecuzioni.

nel 1808, Jacob Grimm (uno  dei  due fratelli  celebri  per le loro  fiabe), racconta la storia del  Golem ripresa dalla leggenda originale polacca.

Bisogna aspettare il 1915 affinché il Golem diventi un classico  della letteratura fantastica: in quell’anno, a Lipsia, si pubblicò per la prima volta il libro  che fece la fortuna di Gustav Meyrink, bancario  mancato per una professione di scrittore di  sicuro  successo.

Rimanendo  sempre nel  ghetto  di  Praga, ma uscendo dai  canoni  della letteratura per entrare nel mondo magico dei  fumetti, è nel giugno  del 1974 che la Marvel inserisce per la prima volta, fra i  suoi  personaggi  fantastici, il Golem creato, in questo  caso,  da Len Wein e John Buscema  (Strange Tales vol. I, giugno 1974) ).

 

strange_tales_174

Recentemente è stato invece ripubblicato dalla casa editrice Giuntina Il Golem raccontato da Elie Wiesel, con le illustrazioni  di Mark Podwal (pp.105, € 15,00).

golem

Samarium: un supereroe contro l’IBD

samarium-by-marvel

 

Con l’acronimo IBD (inflammatory bowel  disease) viene indicato un insieme di  malattie infiammatorie croniche intestinali tra le quali  le più importanti  sono la malattia di  Crohn e la rettocolite ulcerosa.

È facile immaginare come i pazienti colpiti da una delle malattie comprese in questa lista, debba ogni  giorno  fronteggiare i mille problemi  creati  dalla patologia.

In aiuto di questi malati, soprattutto per coinvolgere l’opinione pubblica nei  confronti del loro  disagio,  è stata ideata una campagna di  sensibilizzazione incentrata su  di un supereroe con gli  stessi problemi: Samarium.

Naturalmente, parlando  di  supereroi e fumetti, il primo nome che viene in mente è quello  della Marvel: ed è infatti  questa casa editrice ad aver inventato il personaggio  di  Samarium, attraverso la Marvel Custom Solution, divisione il cui  scopo  è quello  di  contribuire alla consapevolezza verso problematiche sociali, in collaborazione con la Takeda Pharmaceuticals e la  Crohn’s and Colitis Foundation of America,

A creare il profilo del  supereroe è stato un team di  esperti  e pazienti IBD, guidati  dal gastroenterologo  David Rubin dell’Università di  Chicago, coadiuvati dal  cabarettista Ethan Blumenthal (affetto  da IBD) che ha fornito il giusto  equilibrio  tra realtà e fantasia   per le avventura di  Samarium.

Per concludere il nome di  Samarium richiama quello  del samario un elemento  chimico  utilizzato, nella forma di isotopo 153, in medicina nucleare per la terapia delle metastasi ossee.