Keith Haring in mostra al Palazzo Reale di Milano

Tuttomondo (particolare) – Keith Haring, canonica di sant’Antonio abate a Pisa

 

L’immagine ad inizio  articolo  è un particolare di  Tuttomondo, un murale realizzato da Keith  Haring sulla facciata  esterna della chiesa di  sant’Antonio  abate a Pisa.

 

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Keith Haring al lavoro  presso lo  Stedelijk Museum in Amsterdam

L’artista americano realizzò quest’opera nel 1989, un anno prima  di morire a causa dell’AIDS: aveva solo trent’anni.

Oggi  Keith Haring se fosse ancora in  vita avrebbe cinquantanove anni: la domanda è sempre la stessa quando  un artista muore precocemente, cioè come si  sarebbe sviluppata la sua arte? Avrebbe continuato a sviluppare il percorso iniziale fonte della sua creatività, oppure avrebbe sperimentato quelle che per lui potevano  essere altre forme d’arte.

Ovviamente non lo sapremo  mai.

Come del resto non possiamo immaginare quanto sia stato  d’aiuto per Haring, dotato sin da piccolo di un talento  artistico  per il disegno, l’influenza ed incoraggiamento  del padre, l’ingegnere Allen Haring, fumettista in veste amatoriale.

Keith Haring  da una piccola traccia di  questo connubio  artistico con il padre, attraverso  le sue stesse parole riportate nella biografia dell’artista scritta da John Gruen:

Mio padre realizzava per me personaggi dei cartoni animati, e questi erano simili a come disegnavo io – con un’unica linea e un contorno fumettistico

Da appena due giorni si è aperta a Milano, presso  Palazzo  Reale,  la mostra Keith  Haring. About art.

Si  ha tempo  fino al 18 giugno  di  quest’anno per ammirare 110 opere dell’artista, di  dimensioni extralarge e  delle quali  alcune mai  esposte in Italia, a cui  si  affiancano  quelle di altri autori  di  epoche diverse che sono servite ad Haring per reinterpretarle secondo il suo stile.

 

 

Compianto a San Vittore

Compianto  a San Vittore
Compianto a San Vittore

Compianto  a San Vittore è il titolo dell’immagine ad inizio  articolo: la sua realizzazione è stata possibile grazie ad un corso  di  fotografia tenutosi nel  carcere di San Vittore, a Milano, nel 2008.

Il corso aveva come tema il male inteso  anche come disagio  sociale da parte di  chi è sottoposto al  regime carcerario.

Da questa esperienza è nata in seguito la mostra Ma liberaci  dal male presso  la galleria San Fedele a Milano.

Il corso  di  fotografia e la mostra sono  stati  curati da Gigliola Foschi, Andrea Dall’Asta e Donatello Occhibianco